Micol Martinez scrive da secoli.
All’età anagrafica di 6 anni inizia a scrivere accenni di poesie. All’età di 18 scrive il suo primo romanzo riposto poi diligentemente in un cassetto (è ancora lì). Micol ora ha ancora 6 anni. Tra qualche minuto potrebbe averne 100. Poi potrebbe adagiarsi sui 38.
Dopo gli studi umanistici e di comunicazione e tre anni in agenzie di ADV come copywriter e account (portando avanti in ogni modo possibile gli studi di teatro e musica), un giorno decide di rinunciare al posto fisso per immergersi definitivamente e interamente nelle sue passioni.
Qualunque età abbia oggi, la giovincentenne non ama definirsi.
Sono gli altri, semmai, a definirla: quando comincia a scrivere musica (canzoni poi accorpate in due cd usciti per l’etichetta Discipline, distribuzione Venus), giornali e riviste di settore sostituiscono il suo nome con l’appellativo “artigiana della musica”.
Nel 2010, la donna-bambina vede il suo cd “Copenhagen” apparire nelle colonnine di ascolto della Fnac, mentre in Feltrinelli si commuove quando lo vede a fianco del cd di Mia Martini. La stessa cosa avviene due anni dopo con l’uscita del cd “La testa Dentro”.
Solo molto più tardi si rende conto che alcune migliaia di persone hanno a casa i suoi cd. In quegli anni l’ “artigiana della musica” gira tutta l’Italia per portare la sua voce ovunque ed è ospitata da più di 100 radio e web radio che l’accolgono a braccia aperte. A Milano, Radio Popolare e Lifegate Radio le riservano ancora oggi un posto d’onore invitandola a manifestazioni musicali o di poesia.
Dal 2010 al 2013 escono un centinaio di articoli e recensioni su di lei e sul suo lavoro: recensioni che parlano di sinuosità nella voce, di ritmi sincopati, di melodie ricercate, ma soprattutto di scrittura di testi di alto livello, e ancor più spesso di poesia. E una mattina si scopre anche sulle pagine nazionali del Corriere della Sera, quando il giornalista Maurizio Pluda le riserva metà pagina (intera!) srotolando un articolo/intervista sulla canzone “Testamento Biologico”. Un’altra mattina invece trova la sua foto e qualche riga anche su XL di Repubblica, dove legge il proprio nome accanto a nomi di grandi artisti come Vinicio Capossela, Moltheni ed altri.
Nel 2010 Milano si blocca, i locali dove si può far musica chiudono e la città si piega al dilagante menefreghismo culturale. L’ “Artigiana della musica” si fa promotrice del movimento culturale “Milano l’è bela” ed è parte attiva nell’organizzazione di iniziative culturali sul territorio a partire dalla manifestazione di Piazza Fontana del 19 marzo 2010. E’ anche firmataria, in rappresentanza degli artisti e musicisti milanesi, del Decalogo per la Cultura sottoscritto dall’amministrazione comunale di Milano.
Col passare del tempo, le collaborazioni si moltiplicano: dai primi opening act per Max Gazzè e Cristina Donà, alle produzioni con grandi musicisti come Cesare Basile, Garbo, Enrico Gabrielli, Rodrigo D’Erasmo, Alessio Russo, Roberto Dell’Era, Fabio Rondinini, Dave Muldoon, e Alberto Turra. Trotterella quindi negli ambienti musicali italiani fino a quando un problema all’orecchio, ad un anno dall’uscita del secondo disco, le impedisce di proseguire il suo percorso da musicista – ripreso poi anni dopo senza però un cd in uscita.
Micol è sbadatissima e si dimentica di dirvi che prima di incidere dischi, studia recitazione al teatro Libero di Milano, quindi recita in campo teatrale e cinematografico per un po’ di anni e il film di cui è protagonista vince nel 2007 il Premio come Miglior Opera Prima al Festival di Locarno.
E’ anche dj: lo è tutti i weekend per 7 lunghi anni in noti locali milanesi (La Casa 139, Goganga). Poi smette perché non ha più l’età per fare le 5 del mattino né per bere tutti quei vodka-tonic. Oltre che con la musica, si mantiene con lavori di breve durata (da tre mesi a un anno) ricavandone sempre qualcosa di buono.
In Expo, ad esempio, racconta agli adulti, alle scolaresche e ai bambini francesi e inglesi come si produce il formaggio (riduttivo, non fa solo quello). Parla bene l’inglese e il francese, un po’ meno lo spagnolo. Le piace molto comunicare con gli estranei, soprattutto gli stranieri. Quando parla con loro le sembra di essere altrove. E a lei l’altrove piace molto.
Micol e l’amico poeta Vincenzo Costantino Cinaski – accompagnati dai due musicisti Mell Morcone e Raffaele Kohler – da quattro anni gestiscono il Cafè Bandini, rassegna di musica poesia e teatro dove artisti di ogni genere salgono sul palco portando la loro sensibilità artistica. Il Cafè Bandini in alcune occasioni vede la partecipazione di artisti noti come Vinicio Capossela, Mauro Ermanno Giovanardi e Simone Cristicchi, ma anche la magia di Walter Maffei e giovani talenti come Di Martino o Virginiana Miller. E tutto continuando a scrivere la sue “poesiole” su pezzetti di carta, sul retro dei biglietti del treno, o sul telefonino.
Ma non solo… nel novembre 2016 esce in tutte le librerie il suo primo libro “Quando muori mi avvisi?”, romanzo di formazione con qualche nota thriller, che viene accolto entusiasticamente dalla critica. Siccome non riesce a smettere di scrivere, ora è già a metà del suo terzo romanzo e parallelamente lavora al suo terzo disco…